Laboratorio teatrale a cura di Romina Antonelli

Conflitto, racconto, riscatto

Laboratorio teatrale ispirato al Teatro dell’Oppresso

A cura di Romina Antonelli

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Questo laboratorio teatrale è una restituzione sul territorio marchigiano di Dramaqueens, bellissimo progetto di formazione ErasmusPlus sul Teatro dell’Oppresso promosso dall’Unione Europea e dall’associazione lgbt slovacca Saplinq. Rivolto a partecipanti da diversi paesi d’Europa, ha selezionato un gruppo di persone impegnate a vario titolo nella tutela dei diritti civili delle persone lgbt: attivisti, artisti, educatori, teatranti.

3La docente è Martina Kurdova, attrice teatrale diplomatasi all’Accademia di Arte Drammatica di Praga con una lunga esperienza di Teatro dell’Oppresso in diversi paesi e contesti del mondo, tra cui uno con i giovani delle favelas brasiliane. Perché il focus su tematiche lgbt? Perché questo teatro è un mezzo di espressione, condivisione ed elaborazione di condizioni di oppressione e conflitto sociale.

Ideato e fondato negli anni Sessanta dal regista Augusto Boal (Rio De Janeiro, 1931-2009), il ToTo è concepito come strumento di riscatto di una popolazione oppressa dalla dittatura.

Dal Brasile si è diffuso in Europa adattandosi alle forme di oppressione delle cosidette società libere: malessere, solitudine, senso di inadeguatezza e di alienazione, competizione esasperata, pressione sociale. Non servono carri armati, prigioni e mitra puntati per sentirsi oppressi, insomma.

Se in alcuni paesi del mondo persone omosessuali e transessuali sono vittime di persecuzione, arresto e condanna, nella più evoluta Europa le persone lgbt attraversano ancora vissuti dolorosi. Bullismo, mancata accettazione o conflittualità con familiari, amici, compagni di scuola, colleghi, mancato riconoscimento o emarginazione da parte del proprio Stato, riprovazione sociale, stereotipi, pregiudizi e ipocrisie. Come esprimere questo magma di emozioni, sentimenti e pensieri che se repressi diventano tossici? Come ottenere ascolto, sostegno, riconoscimento? Il Teatro dell’Oppresso non si sostituisce alla psicoanalisi né consiste in una psicoterapia di gruppo, ma anch’esso sfrutta il potenziale creativo della narrazione di sé. La pratica teatrale restituisce dignità di racconto ai propri conflitti personali, e lo fa in una dinamica di gruppo e in un contesto protetto e tutelato. Il ToTo è quindi lavoro sociale e teatrale insieme, con un indubbio risvolto di consapevolezza politica.

Il laboratorio parte con un training mutuato dalla didattica teatrale tradizionale: giochi di gruppo per creare un clima di fiducia, stimolare la reciproca conoscenza, praticare l’ascolto, l’osservazione, l’accettazione di sé e delle altre persone, il rispetto del tempo e dello spazio proprio e altrui.

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Nella fase di training ci si avvale spesso di musica e illuminazione morbide, calde e diffuse, per creare una atmosfera rilassata e confortevole e al contempo stimolante. Sono previsti giochi in cui è coinvolta la fisicità dei partecipanti per sperimentare l’equilibrio, il senso dell’ orientamento nello spazio e nel tempo, la memoria corporea. Alcuni di questi giochi sono presi da Giochi teatrali per attori e non attori dello stesso Boal.

A questa fase preparatoria, segue la sperimentazione di alcune formule elaborate dal ToTo, ed esempio il forum theatre: si condividono storie in gruppo, se ne selezionano due e si drammatizzano in due sottogruppi. A turno ogni sottogruppo è compagnia in scena e poi pubblico. Il partecipante diviene così attore e spettatore al contempo: osserva, ascolta, rispetta ed elabora le storie altrui come materiale drammaturgico, e ne suggerisce sviluppi alternativi.

Figura chiave è quella del/della joker, che coordina i tempi delle performance. Generalmente ricoperto dal docente, vi si possono cimentare anche i partecipanti, che hanno così l’occasione di sperimentare la fatica della mediazione e della comunicazione assertiva, della gestione di aggressività, timidezze, tensioni interne al gruppo.

Lungi dall’essere un incontro esaustivo sul ToTo, questo laboratorio si propone come primo approccio conoscitivo ed esperienza condivisa, con cenni teorici ed esercizi pratici.

Romina Antonelli si è diplomata alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche nel 2001 e ha all’attivo esperienze professionali come attrice e autrice in teatro, cabaret, televisione, radio e cinema .

Data e orario: domenica 19 novembre ore 15-19

Località: Sede Arcigay Agorà Pesaro-Urbino

Partecipanti: min 6 max 20.

Aperto a persone maggiorenni in buona forma fisica.
Non è richiesta esperienza pregressa in ambito teatrale.
E’ consigliato un abbigliamento comodo con calzini antiscivolo.

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