COPPIA GAY REGGIANA DISCRIMINATA IN VACANZA

E’ con vivo dispiacere che apprendiamo da due nostri attivisti, Alessandro ed Antonio, di uno spiacevole episodio accaduto nel civilissimo Alto Adige. Avendo deciso di passare una giornata in una località turistica in provincia di Bolzano, la giovane coppia si è vista umiliare pubblicamente da un operatore di una nota struttura termale che – a fronte di proteste asserite da un cliente – li ha richiamati ad alta voce perché si erano baciati, come tante altre coppie eterosessuali in quegli stessi minuti.

Il loro racconto non lascia spazio a fraintendimenti: “Tutto è nato da semplici baci che ci siamo scambiati in piscina, come del resto altre coppie etero, che, evidentemente, non sono stati graditi da qualcuno. Ignari di questo, ad un certo punto il bagnino che era lì in zona, senza neanche provare ad essere discreto, ci ha richiamati ad alta voce con le parole “Ragazzi, non per discriminarvi ma evitate di fare queste cose perché ci sono i bambini”. A quel punto la vasca idromassaggio in cui eravamo si è svuotata nell’imbarazzo generale. Avevamo pagato per stare due ore ma siamo andati via subito, indignati e feriti. Abbiamo provato a fare un reclamo alla reception: hanno chiamato un responsabile che alle nostre proteste, oltre a formali scuse di circostanza, ha provato ad alleggerire la tensione ricordandoci che era già successo che “coppie normali” (testuali parole) fossero richiamate perché sorprese in atteggiamenti “focosi” nella vasca. Un semplice bacio tra due ragazzi gay è stato insomma paragonato ad atteggiamenti scorretti tenuti in un esercizio pubblico da coppie etero. Dopo quelle parole, e senza neanche ricevere il rimborso del biglietto, siamo andati via con la convinzione che in quel posto non torneremo mai più.

Ai responsabili di questa struttura richiediamo il rimborso dei due biglietti e del viaggio sostenuto dalla coppia, e che da subito si metta in atto una parità di trattamento: quello che vale per gli eterosessuali deve valere anche per le altre coppie. Se non tutti gli operatori sono in grado di gestire situazioni che inevitabilmente si ripresenteranno sempre più spesso grazie alla maggior visibilità delle coppie gay e lesbiche, finalmente riconosciuta anche dalla legge delle Unioni Civili, sarà opportuno che la struttura si rivolga ad i nostri compagni e amici di Arcigay Bolzano “Centaurus”, che hanno espresso la propria massima disponibilità. Ci dispiace per la nostra coppia, ma ci dispiace ancora di più per quella famiglia in cui si trasmette ai bambini l’idea che due ragazzi innamorati siano qualcosa di immorale e sbagliato. Non ci siano dubbi però: non accetteremo di vivere in segreto come decenni fa, e non permetteremo a nessuno di farci sentire “sbagliati”. Antonio ed Alessandro, come tutte le altre nostre coppie, non nasconderanno mai più il loro amore, ed è questo il messaggio più bello che si possa gridare in Italia nel 2017.

Alberto Nicolini

Presidente

Arcigay Gioconda Reggio Emilia

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