Cesari, Arcigay Marche scrive ai segretari PD: Sosteneteci pubblicamente

12540948_10208375795175156_7208932881655980623_nGentile Segretaria, Gentile Segretario,
nei prossimi giorni in Senato avrà luogo la discussione del ddl.2081, in cui sono previste le norme che regoleranno le unioni civili per le coppie omosessuali.
La posizione di Arcigay su questo argomento, ormai da vari anni, è indirizzata all’ottenimento della piena uguaglianza, e la piena uguaglianza significa accesso completo al matrimonio civile anche per due donne o due uomini che intendono sposarsi, senza quindi distinzione alcuna fra coppie eterosessuali od omosessuali.
Già dall’inizio dei lavori in Commissione Giustizia abbiamo dovuto amaramente prendere atto che non c’era né la forza né la volontà politica di affrontare una discussione sull’accesso al matrimonio civile, e dal nostro punto di vista questa rinuncia è stata un’occasione perduta per portare il nostro paese sullo stesso piano di civiltà delle tante democrazie occidentali in cui il matrimonio civile anche per coppie dello stesso sesso è in vigore, in casi come Paesi Bassi, Belgio e Spagna, ormai da più di dieci anni.
Il ddl.2081 che il Senato si accinge ad affrontare è quindi già una mediazione, un compromesso fra ciò che servirebbe per rispondere adeguatamente ai bisogni delle coppie omosessuali e gli equilibri della politica.
Il testo che vede come prima firmataria la senatrice Cirinnà contiene indubbiamente aspetti positivi che sanano delle palesi ingiustizie, mettendo le coppie omosessuali nelle stesse condizioni delle coppie eterosessuali per ciò che riguarda l’assistenza sanitaria e carceraria, l’ambito fiscale e lavorativo, l’eredità, la reversibilità della pensione, e in generale le tutele che sono previste per le coppie sposate. Per le coppie omosessuali che si uniranno civilmente sono previsti anche gli stessi doveri di chi si sposa, come è giusto che sia.
Questo stesso testo però è gravemente carente per ciò che riguarda la tutela dei figli presenti all’interno delle coppie omosessuali. La cosiddetta “stepchild adoption” contenuta all’art.5 del ddl.2081 consente, dopo il passaggio in tribunale, l’adozione del figlio o la figlia del partner da parte del genitore non biologico. Non si tratta però di un’adozione piena, un’adozione “legittimante”, ma di un’adozione particolare che instaura un grado di parentela diretta fra genitore e figlio, ma non fra figlio e parenti del genitore. Questo bambino formalmente non avrà nonni da parte del genitore adottivo, né zii, né cugini, con tutto ciò che questo comporta per esempio rispetto all’asse ereditario. L’art.5 è quindi già un compromesso rispetto all’adozione piena, e offre un rimedio parziale alla mancanza di tutela del minore consentendogli di avere due genitori invece dell’unico finora formalmente riconosciuto.
Nonostante contenga un provvedimento appena soddisfacente, l’art.5 è da mesi fonte di contrasto e discussione, in un dibattito in cui quasi sempre si perde di vista l’obiettivo ultimo, ovvero dare più tutele possibili al minore. Per questo vorrei fare un po’ di chiarezza su almeno due punti:
  • La norma contenuta nell’art.5 non consente la cosiddetta “adozione gay” come spesso viene chiamata dai media. Le coppie omosessuali non potranno essere inserite nelle liste di chi vorrebbe adottare un bambino rimasto orfano, perché questo è consentito solo alle coppie sposate. L’adozione avviene quindi solo ed esclusivamente nei confronti di un figlio presente all’interno della coppia, a cui in questo momento è riconosciuto un solo genitore.
  • Il ddl.2081 non modifica in nessun modo i contenuti della legge 40, che impedisce nel nostro paese il ricorso alla maternità surrogata. La polemica creata ad arte attorno al cosiddetto “utero in affitto” è solo strumentale e fuorviante, questa pratica medica è vietata e rimarrà vietata in Italia, è una tecnica di procreazione che esiste da 20 anni, e le coppie che vi ricorrono all’estero sono per il 95% eterosessuali che non riescono ad avere figli. L’approvazione o la bocciatura del ddl Cirinnà non sposterà di una virgola la situazione attuale, mettere in relazione questo testo e “utero in affitto” significa voler intorbidire le acque in perfetta malafede.
Segretari e Segretarie, l’Italia è rimasta l’ultimo paese occidentale a non prevedere alcuna regolamentazione per le coppie dello stesso sesso, l’approvazione di questa legge colmerebbe in maniera parziale e con imperdonabile ritardo un vuoto legislativo che obbliga milioni di persone a una condizione di precarietà e incertezza, le tantissime coppie omosessuali che in molti casi convivono da decenni godrebbero di un minimo di sicurezza e dignità, i tanti bambini presenti nelle famiglie omogenitoriali potranno uscire dalla condizione di orfani di stato.
Per questo vi chiedo di dichiarare pubblicamente la vostra opposizione a qualsiasi tentativo di diminuzione delle tutele contenute nel testo del ddl.2081.
L’Italia è il paese dei diritti negati e delle tutele inesistenti per le persone gay, lesbiche e trans.
L’approvazione di questa legge costituirebbe un importante primo passo verso un paese più civile.
Vi chiedo di essere protagonisti di questo cambiamento.
Jacopo Cesari – Presidente Arcigay Marche

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