Elezioni politiche nelle Marche: Vota chi dice sì ai diritti LGBT!

L'amore non fa differenze, il tuo voto sì - Tempo Scaduto ArcigayVenerdì 22 febbraio, ultimo giorno di campagna elettorale. Voto complessivo alla sensibilità dei candidati marchigiani ai temi LGBT: non sufficiente.
Arcigay si è impegnata attivamente in queste ultime settimane per promuovere tra i partiti e i candidati un’agenda fatta di quattro punti: 1) matrimonio egualitario, 2) estensione della legge Mancino (contro le discriminazioni) ai reati omofobici e transfobici, 3) abrogazione della legge 40 ove vieta la fecondazione eterologa, 4) per le persone trans, modifica della legge 164/1982 sul cambiamento di nome e sesso anagrafico anche senza l’intervento chirurgico.

La campagna a livello nazionale, chiamata “Tempo Scaduto“, ha avuto un ottimo successo: più di 300 candidati hanno risposto sì alle quattro richieste e la campagna ha ricevuto il sostegno della direzione nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, di Rivoluzione Civile e della segreteria nazionale dei Giovani Democratici.

Nel contesto delle Marche, tuttavia, dobbiamo rilevare una carenza di adesioni all’agenda LGBT. Come Arcigay Agorà abbiamo contattato le direzioni regionali di 10 partiti e 44 candidati di cui abbiamo trovato i contatti. Hanno scelto di sottoscrivere l’agenda 11 candidati di Rivoluzione Civile (tra cui i 2 primi in lista sia alla Camera che al Senato) e 4 di Sinistra Ecologia e Libertà (tra cui Lara Ricciatti, seconda in lista per la Camera, e Maria Luisa Boccia, capolista al Senato) mentre per il Partito Democratico i quattro sì sono arrivati solo da Marco Marchetti, segretario della federazione di Pesaro-Urbino e terzo in lista alla Camera. Nessuna risposta, invece, dal Movimento 5 Stelle, oltre che dai movimenti centristi e di destra.

Con questo deludente risultato possiamo giungere ad alcune conclusioni. La prima riguarda il dibattito politico in generale, il cui silenzio su questi temi è indicativo della distanza siderale che ci separa dal resto dell’Occidente, dalla Francia di Hollande, all’America democratica di Obama, all’Inghilterra conservatrice di Cameron, dove invece gli LGBT rights sono un tema centrale, piaccia o meno. Le liste di centro e quelle di destra confermano la propria ambiguità, al di là delle politicamente vuote dichiarazioni di amicizia e stima che nascondono opportunismo.

A livello territoriale, inoltre, un “male storico” aggrava la situazione: le Marche, infatti, fra tante, sono forse una delle regioni più “provinciali” in termini di distanza dalle grandi metropoli. Questo crea un tessuto sociale di piccoli centri, dove le novità attecchiscono più difficilmente, e dove la visibilità LGBT è inesistente. In società più mature la politica cercherebbe di colmare questo gap. Da noi invece si preferisce sfruttarlo. Questo crea forti resistenze culturali ed evidentemente i candidati ne sono coscienti, tanto da non voler rischiare qualche voto per prendere un impegno su questi importanti temi. Sul non pervenimento di candidati di centro e destra valgono le stesse considerazioni.

La risposta dei candidati di PD, SEL e Rivoluzione Civile è positiva, ma purtroppo è ben poca cosa nel complesso del panorama politico. Nonostante questo a livello nazionale i numeri fanno sperare nella possibilità di una maggioranza trasversale, capace finalmente di portare l’Italia in Europa. Ora il popolo sovrano si esprimerà, noi speriamo di avergli fornito qualche elemento decisionale in più.

 

Valerio Mezzolani, Presidente Arcigay “Agorà”

Che ne pensi?

Fai login o registrati; altrimenti, compila i seguenti campi: