Famiglia naturale? No, famiglia frizzante!

confronto-pubblico-21Apprendo dai mezzi d’informazione che recentemente il Consiglio comunale di Tolentino (MC) ha respinto la proposta d’iniziativa popolare per il registro delle unioni civili con 11 voti della maggioranza e 5 della minoranza.
Dopo l’approvazione di un medesimo registro a Senigallia pochi mesi fa, questa è la prima occasione in cui mi trovo ad affrontare di nuovo l’argomento.
Come presidente del comitato Arcigay di Pesaro, come rappresentante territoriale della più grande associazione LGBT (lesbica, gay, bisessuale, transgender) italiana, vorrei esprimere la mia opinione, anche in risposta all’avvocato Andrea Marchiori il quale il 26 dicembre scorso pubblicava un intervento sul registro tolentinate.
Marchiori, fra citazioni degli artt. 3 (uguaglianza) e 29 (matrimonio) della Costituzione, sottolineava la “politicizzazione” e la strumentalizzazione della questione quasi sempre promossa “dalla sinistra”, “con il favore delle associazioni omosessuali”.
L’avvocato, che forse teneva a sottolineare la propria eterosessualità, conclude con l’immancabile considerazione sull’omosessualità: “Un fenomeno che mi rimane indifferente”, che “non ha bisogno di essere esaltato così come avversato”. Inoltre non gli pareva “meritevole di attenzioni” la convivenza “more uxorio fra due persone indipendentemente dal loro sesso”. Naturalmente il tutto perché “è necessario difendere la famiglia tradizionale”.
A differenza di Marchiori io vorrei ribadire di non essere indifferente al “fenomeno” dell’eterosessualità, ma che come lui ritengo che nemmeno l’eterosessualità abbia bisogno di essere esaltata.
Al di là delle battute, mi sembra che la questione venga posta, come spesso accade, come una lotta fra poli opposti, citando a proprio vantaggio anche la Costituzione, quando così non è. L’articolo 29 infatti, “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, non vieta altri tipi di famiglie, né definisce una particolare forma di famiglia. La parola “naturale” non è sinonimo di “tradizionale”, bensì piuttosto di “pre-giuridico”, ossia “nato spontaneamente”. Non è la legge a decidere cos’è una famiglia, lo decide chi la fa, lo Stato può solo “riconoscere”.
Del resto è stata la Corte di Cassazione giusto ieri a definire “famiglia incentrata su una coppia omosessuale” quella a cui concedeva l’affidamento di un bambino, riconoscendo come “mero pregiudizio” sostenere che “sia dannoso per lo sviluppo del bambino” il fatto di vivere in una famiglia omosessuale. Chi ha il coraggio di sostenere che la famiglia di questo bambino ha meno diritti di altre?
Mi pare che sulla questione ci siano ancora troppi pregiudizi, e troppe persone tendano ad anteporre la propria morale ad un qualcosa dove la morale c’entra poco.
Il registro delle unioni civili certo sembra ben poca cosa, in realtà nel vuoto normativo che condiziona già oggi la vita di milioni di famiglie italiane può essere un buon inizio: esistono oggi milioni di bambini che vivono in famiglie “di fatto”, persino omosessuali, perché nessuno può vietare ad una donna di rimanere incinta, a meno di non attuare una politica da stato nazista o maoista.
Al di là delle parole, l’importante sono sempre i fatti e i contenuti, a quelli bisogna guardare se si vuole dar vita ad una società più giusta per i nostri figli.
Se poi i tradizionalisti vogliono tener per sé il concetto di “famiglia naturale” non ne faremo un dramma, noi ci prenderemo quello di “famiglia frizzante”!

 

Valerio Mezzolani, Presidente del Comitato Arcigay “Agorà” di Pesaro-Urbino.

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