La diocesi di Senigallia smentisce Pontifex

563SenigalliaDuomoLa diocesi di Senigallia smentisce le dichiarazioni attribuite al vescovo emerito Fusi Pecci e accusa il sito Pontifex di manipolazione. Nell’intervista, si affermava che le unioni gay sono “un’offesa grave a Dio e all’umanità”, gli attivisti omosessuali “arroganti e viziosi” e Nichi Vendola “pervertito”, frasi che ora lo stesso Fusi Pecci dice di non aver mai detto né pensato. A quanto pare, quindi, siamo dinnanzi a un’altra bravata di Pontifex, che sperava forse di spingere anche noi nel circolo vizioso degli insulti. Ma noi siamo persone serie. Ecco il comunicato della diocesi.

In merito agli articoli di stampa apparsi su vari quotidiani on line relativi alle presunte dichiarazioni del vescovo emerito mons. Odo Fusi Pecci apparse sul sito Pontifex.roma.it si fa presente quanto segue. Mons. Odo Fusi-Pecci è il vescovo emerito di Senigallia, non più responsabile della diocesi dal 1997 ed ha 92 anni.

Dopo che il sito Pontifex.roma.it ha riportato alcune sue dichiarazioni virgolettate in merito alle unioni omosessuali definite manifestazioni del demonio e Vendola un pervertito, abbiamo interpellato Fusi Pecci che riferisce di non aver minimamente detto quelle frasi, né che sono in linea con il suo pensiero. L’intervista telefonica che gli è stata fatta è stata manipolata a causa della sua difficoltà nell’udito. La differenza tra le richieste degli omosessuali e l’insegnamento della Chiesa – come tutte le differenze di idee – fanno parte della convivenza nella stessa società, ma non  possono e non devono essere occasione di discriminazioni e di offese.

Il vescovo di Senigallia, Giuseppe Orlandoni tiene a dire: “Sono molto amareggiato di quanto pubblicato dal sito Pontifex.roma.it. Il vescovo emerito Fusi Pecci si è sempre distinto per la sua mitezza, per la capacità di saper annunciare con verità il Vangelo senza mai condannare alcuna persona. Nella nostra diocesi è amato e ricordato proprio per il suo ministero autorevole ed accogliente al tempo stesso. Evidentemente c’è chi, per creare divisione e sollevare polemiche strumentali si è approfittato per estorcere dichiarazioni la cui durezza ha poco a che fare con il suo pensiero”.

Dispiace profondamente la sofferenza che si è creata a causa di questa notizia non vera rimbalzata di giornale in giornale. Sarebbe bastata una verifica in diocesi per non montare alcuna questione.
“Più volte ho richiamato gli operatori dell’informazioni alla sobrietà e alla verifica di quanto rilanciano – dice ancora di vescovo Orlandoni – ma evidentemente questo appello è caduto nel vuoto. Confido nella capacità dei lettori di saper distinguere la buona informazione da quella, come in questo caso, mediocre e senza alcun scrupolo nel ferire sensibilità e rispetto della verità”.

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