Una Arcigay più forte dopo un difficile congresso nazionale

XIV Congresso Arcigay - Diritti oltre la crisiDomenica 25 novembre si è concluso il XIV Congresso Nazionale di Arcigay a Ferrara. Flavio Romani e Michele Breveglieri sono stati eletti rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione dopo una dura campagna elettorale. È stata presentata la nuova squadra della segreteria e si sono votate tutte le nuove cariche, anche quelle dei consiglieri nazionali.
Due nuovi consiglieri nazionali rappresenteranno Arcigay Agorà all’interno del massimo organo collegiale dell’Associazione, nelle persone di Jacopo Cesari e Andrea Casati.
Da oggi si ricomincia a lavorare, per riportare Arcigay alla dimensione reale, dopo lunghi mesi di campagna elettorale che hanno infiammato gli animi ma anche in parte distratto l’attenzione dai veri obiettivi: la lotta alle discriminazioni, la promozione dei diritti, della cultura, della visibilità.
Una buona notizia nell’ottica della visibilità e della rappresentanza arriva dalla decisione del Congresso di modificare la denominazione: da “associazione lesbica e gay italiana” diventa “associazione LGBT italiana”, recependo doverosamente una realtà già presente in Arcigay e già sancita anche dallo Statuto associativo.
Il congresso ha visto contrapporsi in maniera abbastanza aspra due mozioni, quella che sosteneva la ricandidatura alla presidenza dell’ormai ex-presidente nazionale Paolo Patanè e quella che ha visto la vittoria di Flavio Romani.
Uno dei temi del Congresso di Ferrara sui quali si sono esasperate le divisioni è stato quello del circuito ricreativo, i “locali” che poco hanno a che fare con l’attività politica ma che tanto portano ad Arcigay in termini di risorse e visibilità. La precedente dirigenza era arrivata ad un punto di rottura nelle relazioni con esso.
Per Agorà è importantissimo che questo rapporto sia ripreso al più presto perché ci rendiamo conto che in caso contrario Arcigay tutta dovrà fare i conti con un ridimensionamento a tutti i livelli del proprio potere d’azione, in particolare in territori come quello marchigiano e adriatico dove i circoli ricreativi sono particolarmente importanti per la sensibilizzazione politica e la promozione della visibilità e della cultura per le persone LGBT, poiché la lontananza delle grandi città con la protezione che esse paiono offrire dal bigottismo e dall’omofobia della provincia rende molto difficile un’attività politica svincolata da quella ricreativa e culturale.
Il Congresso di Ferrara ha approvato un nuovo statuto associativo che riforma il rapporto fra la parte politica e quella ricreativa di Arcigay, ora bisogna quanto prima ricominciare a lavorare tutti insieme per fare dell’Italia un paese vivibile per le persone LGBT e degno di stare al passo con le istanze libertarie e democratiche di tutto il mondo civile.
I nostri migliori auguri al presidente Flavio Romani, al segretario Michele Breveglieri, a tutta la squadra della segreteria. Vi siamo vicini e lavoreremo con tutto l’impegno possibile per ridare ad Arcigay lo spirito giusto per affrontare un periodo che non sarà certamente facile per nessuno, anche guardando alla politica nazionale e alla situazione economica generale, ma che proprio per questo motivo necessita di una Associazione ancor più forte e cosciente del proprio ruolo e della propria importanza: un’associazione che è in grado ogni tre anni di discutere animatamente e democraticamente, ma che ritrova sempre il senso del proprio ruolo una volta ritrovata l’unità.
Le discussioni interne, quando vengono ricomposte, invece di indebolire un’associazione la fortificano. Siamo certi che è questa la strada, siamo certi che molto presto il nuovo Parlamento che uscirà dalle elezioni di primavera dovrà fare i conti con un’Arcigay ancora più rappresentativa, ancora più ferma nelle sue richieste di uguaglianza, di libertà, di cultura.
Buon lavoro a tutt* noi.

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