L’AGGRESSIONE NEOFASCISTA DI PORTO SANT’ELPIDIO, TRISTE CONFERMA

Apprendiamo dai mezzi d’informazione che una nuova odiosa aggressione neofascista, ai danni questa volta di prostitute trans e eterosessuali è avvenuta a Porto Sant’Elpidio, Fermo, al grido di “Viva il Duce”, un vero e proprio raid, con estintori e taniche di gasolio come armi. A confermare le preoccupazioni di chi, come noi, vede troppo spesso queste vicende archiviate come eventi di cronaca a sè stanti, e non come agghiaccianti sintomi di una piaga che sta contagiando territori che si credevano tranquilli e sereni.
L’aggressione di Fano di pochi giorni fa, senza contare le numerose avvenute in questi anni, come quella che vide vittime due ragazzi gay a Pesaro nell’estate 2010, vanno considerate tutte come effetto di un medesimo cancro, quello dell’odio xenofobo, razzista, omofobo, instillato non solo da gruppi organizzati, ma da un vero e proprio sistema sociale che non riconosce e non stigmatizza col dovuto rigore le sue manifestazioni più eclatanti. E i momenti di crisi economica, storicamente, sono sempre quelli in cui la violenza nei confronti dei più deboli si acutizza. Lo vediamo dalla recente cronaca nazionale.
Abbiamo a più riprese auspicato una azione mirata e strutturata, a livello scolastico, sociale, culturale, da parte di tutte le Istituzioni non solo per reprimere ma anche per impedire che tali odiose e vergognose ideologie si diffondano soprattutto fra i più giovani.
Il problema va riconosciuto e condannato, perchè si capisca da subito che nelle nostre città, nella nostra Regione, nel nostro Paese, chi teorizza l’odio deve andare in galera.
 
Valerio Mezzolani, Presidente del Comitato Arcigay “Agorà” di Pesaro e Urbino

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