Il Parlamento affossa la legge contro l’omofobia

Agedo Pesaro e Urbino (associazione genitori e amici di omosessuali) e Arcigay Agorà, comitato provinciale di Pesaro e Urbino, esprimono tutta la propria tristezza per l’ennesimo voto contro le persone omo e transessuali di questo Parlamento il 26 luglio scorso, e segnatamente dei partiti di centro destra e centro (Udc, Pdl, Lega), votando a favore delle pregiudiziali di costituzionalità per una legge che avrebbe dovuto stabilire l’aggravante sulla violenza contro le persone omo e transessuali. Cioè il Parlamento ha stabilito che una tale legge andrebbe contro la Costituzione. Ci chiediamo come sia possibile andare contro la Costituzione cercando di tutelare i diritti di persone discriminate, vittime di una violenza che certo non colpisce le persone eterosessuali in quanto tali, a differenza di quelle omo e trans. “Con sdegno guardo al Parlamento -dichiara Mariacristina Mochi, responsabile Agedo provinciale- che ancora una volta smentisce ogni segnale di civiltà e laicità. Con delusione prendo atto che il Parlamento è sempre più lontano dalla gente che come me paga le tasse, ha un figlio omosessuale del quale è fiera e lo vorrebbe tutelato nel suo pieno diritto di Persona. Con indignazione riconosco che il Parlamento ha invocato la Costituzione per sostenere la pregiudiziale di incostituzionalità riguardo alla legge contro l’omofobia senza rispettarne di fatto lo spirito originario – tutto concentrato nell’articolo 3 quello che parla della pari dignità di tutti i cittadini che sono uguali davanti alla legge senza distinzione- dimostrando così malafedede e modestia giuridica ma grande capacità di trovare insulsi cavilli. Di fatto le molte persone civili di questo mio Paese sanno perfettamente che una legge che introduce un’aggravante per omofobia e transfobia nei reati penali non cambia la valenza dell’articolo 3 e non rende gli omosessuali o i transessuali dei privilegiati semmai ne tutela appunto la pari dignità e li rende cittadini ‘uguali davanti alla legge’ perchè di fatto sono loro ad essere oggi discriminati, derisi, picchiati, violati ed uccisi.
Io continuerò a lottare per un’Italia che sia in grado di tutelare i diritti di tutti i suoi cittadini, un Paese nel quale le Isituzioni tutte siano capaci di cogliere le dinamiche sociali e difendere dal disprezzo e dalla violenza tutte le persone e nel quale il Parlamento non renda costituzionali i violenti e gli aggressori ed incostituzionali le vittime.”
 
Mariacristina Mochi, responsabile provinciale Agedo
Valerio Mezzolani, presidente Arcigay Agorà

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