Congresso Arcigay Agorà 2003

da Il Resto del Carlino, 12/02/2003

PESARO – L’Arcigay Agorà di Pesaro ha di recente rinnovato il proprio consiglio direttivo. Duccio Paci, laureato in Filosofia e figura storica del Movimento gay locale, è stato confermato presidente. Pietro Dini, educatore, è vice presidente, Giacomo Cesaretti, laureato in Storia antica, è stato nominato segretario e cassiere, Morgan Ambrosini, esperto informatico, curerà come responsabile il sito internet (www.arcigaypesaro.it), mentre Cinzia Massetti, laureanda in Giurisprudenza, è consulente legale e responsabile dell’area di Urbino assieme a Simone Piras, laureando in Lettere classiche. «Siamo l’ultimo grande paese in Europa senza regole per la convivenza», dicono e proprio per questo l’Arcigay di Pesaro e Urbino organizzerà nelle prossime settimane un ciclo di conferenze pubbliche sull’omosessualità e in particolare su vari temi: il Pacs (Patto civile di solidarietà per il quale si raccoglieranno firme in via Branca dalle 15 alle 19 nei prossimi giorni), la salute, la scuola e l’arte. Per la fine di febbraio inoltre è previsto l’inizio della rassegna cinematografica che quest’anno esplorerà il filone del cinema gay indipendente. Saranno organizzate inoltre gite sociali a carattere culturale e naturalistico. Tutti gli interessati possono partecipare agli incontri nella sede provvisoria dei Verdi, in via della Ginevra, che sono stati potenziati: non più i martedì dispari, ma da adesso in avanti ogni domenica dalle 17 alle 19. Gli incontri prevedono momenti ludici, informatici e un dibattito: «Questo cambiamento ha fatto registrare un aumento notevole dell’affluenza dei soci, con una partecipazione più sentita e proficua». L’Arcigay è molto attiva anche su altre tematiche come la prevenzione dell’Aids e delle altre malattie a trasmissione sessuale, ma quello che manca all’associazione è una sede: «Temiamo che l’enorme impegno che Arcigay Agorà si è prefisso – si legge in una nota dell’Associazione – possa essere inficiato dalla mancanza di una sede propria per cui auspichiamo che le richieste fatte agli enti pubblici vengano accolte».

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